Bertolani Pavimenti

Piastrelle smaltate e non smaltate

Le piastrelle si suddividono in SMALTATE e NON SMALTATE a seconda che esse siano dotate o meno uno strato di rivestimento vetroso detto SMALTO.
La funzione dello smalto, oltre a quella decorativa, è essenzialmente quella di IMPERMEABILIZZARE la piastrella e di regola sono smaltati i rivestimenti (bagni e cucine).

A seconda di quando viene applicato lo smalto e di quante cotture subisce l'impasto ceramico, la piastrella si dice MONOCOTTURA (smalto applicato dopo la pressatura e prima della cottura, in modo che impasto e smalto siano cotti in un unica soluzione) oppure BICOTTURA (prima cottura dell'impasto, applicazione dello smalto e seconda cottura).
Contrariamente a quanto si crede, qualitativamente una buona MONOCOTTURA è esattamente identica ad una buona BICOTTURA, facendo risparmiare un passaggio quindi tempo e soprattutto costi.
A partire dagli ultimi 20 anni, la gran parte della ceramica venduta in Italia è GRES PORCELLANATO, un materiale ottenuto attraverso la cottura a temperature molto più elevate di una normale monocottura (1250° rispetto alla monocottura che prevede temperature comprese tra 900° e 1100°)
La possibilità di utilizzare forni che raggiungono queste elevatissime temperature consente l'utilizzo di materie prime (argille, quarzi...) di migliore qualità, donando alla piastrella maggiore compattezza e soprattutto un grado di porosità (assorbimento d'acqua) bassissimo (<= 0,5%). Le norme vigenti sulle piastrelle di ceramica (norme mondiali UNI EN ISO) usano una speciale classificazione e denominazione, che si basa su due soli parametri (assorbimento d'acqua e il metodo di formatura) Tutte le piastrelle commercializzate nell'Unione Europea devono obbligatoriamente recare sull'imballo il marchio CE.

Tipi di Piastrelle

Le principali tipologie di piastrelle disponibili sul mercato sono:    

Formato e Spessore della Piastrella

Le forme più diffuse sono il quadrato e il rettangolo (in rari casi è possibile incontrare anche forme differenti). Le dimensioni variano dai pochi centimetri delle tessere dei mosaici ai 60 e oltre di lato. Lo spessore è variabile: mediamente è 8/10 mm, mentre per utilizzi particolari si può arrivare anche a superare i 2 cm. Recentemente sono state introdotte piastrelle sottilissime, fino a 3 mm di spessore.

Superficie della Piastrella

Le piastrelle possono avere superficie smaltata o non smaltata. Le piastrelle smaltate hanno il materiale di supporto ricoperto da un sottile strato di materiale vetroso, quelle non smaltate non presentano nessuna differenza tra superficie e supporto.

Esistono smalti di ogni tipo e gli effetti estetici che conferiscono alle piastrelle sono i più vari. Le piastrelle non smaltate possono d’altra parte essere sottoposte a trattamenti particolari che ne modificano l’aspetto, possiamo infatti trovare piastrelle levigate (effetto lucido omogeneo), piastrelle semilevigate (effetto “mosso”) e piastrelle lappate (effetto “vissuto).

Il supporto della Piastrella

Il supporto è il corpo stesso della piastrella, nelle superfici smaltate il supporto è ricoperto dallo smalto. L’impasto che costituisce le piastrelle può assumere la forma finale mediante due processi differenti: pressatura (le materie prime sono polverose e vengono compattate per mezzo di presse ad alta pressione) o estrusione (la forma finale è ottenuta facendo passare l’impasto più morbido dentro speciali orifizi).

Il supporto può essere poroso o compatto, non è possibile verificare ad occhio nudo ma è importante sapere che un supporto compatto sarà più resistente all’assorbimento d’acqua. A seconda delle materie prime utilizzate nell’impasto, il supporto può assumere una grande varietà di colori: pasta rossa, pasta bianca, colorati.

Caratteristiche Tecniche delle Piastrelle - Classificazione delle Piastrelle

Le piastrelle hanno caratteristiche tecniche ben precise la cui misurazione, codificata da norma nazionali ed internazionali, contribuisce alla definizione delle varie categorie di piastrelle secondo la loro destinazione d’uso.
Le caratteristiche tecniche più rilevanti ai fini dell'acquisto di una piastrella sono: Le piastrelle, essendo realizzate con materiali naturali (argille e altri componenti) e sottoposte ad un processo fisico come la cottura, possono per definizione avere variazioni di colore o forma causate da vari fattori quali l’umidità dell’aria, la temperatura del forno..
Per questo motivo prima di essere inscatolate è indispensabile sottoporre le piastrelle a controlli accurati con l’obiettivo di classificarle per gruppi omogenei. Per prima cosa si effettua una classificazione dei materiali in base ai difetti: 1° scelta (piastrella perfetta), scelta commerciale, 2° scelta, 3° scelta (piastrelle che presentano difetti vistosi come le sbeccature). Vengono poi definiti il calibro e il tono. L’assorbimento d’acqua è una misura convenzionale della porosità della piastrella e si valuta sostanzialmente per classificare le piastrelle finite rispetto a criteri identificati per le singole destinazioni d’uso (interni, esterni …) Unitamente al metodo di formatura (pressatura o estrusione) è uno dei parametri che classificano le piastrelle: tale classificazione deve essere riportata per legge sugli imballi.

La misurazione, codificata a livello internazionale, prevede di esprimere la porosità come percentuale in peso di acqua assorbita in condizioni prefissate.
Le categorie che si determinano per le piastrelle pressate sono:

GRUPPO BIa,  piastrelle pressate con assorbimento <0,5%, comunemente dette gres porcellanato 
GRUPPO BIb piastrelle pressate con assorbimento compreso fra 0,5% e 3%
GRUPPO BIIa piastrelle pressate con assorbimento compreso fra 3% e 6%
GRUPPO BIIb piastrelle pressate con assorbimento compreso fra 6% e 10%
GRUPPO III piastrelle pressate con assorbimento maggiore di 10%.


Da ricordare: l’assorbimento d’acqua classifica le piastrelle quindi non dà un giudizio sulla buona o cattiva qualità della piastrella ma è una utile indicazione per determinare la destinazione d’uso più appropriata. In particolare: Gruppo BIa (gres porcellanato): è il prodotto principale per i pavimenti, sia interni che esterni; viene in misura crescente utilizzato anche da rivestimento di pareti. Gruppo BIb (monocottura ingeliva): viene usata per pavimenti interni e in misura minore esterni (per questi si consiglia sempre più di utilizzare il gres porcellanato) Gruppo BIIa (monocottura non ingeliva): prodotto per pavimenti interni Gruppo BIIb: prevalentemente prodotti da rivestimento   Gruppo BIII: prevalentemente prodotti da rivestimento.   La resistenza alla abrasione è la resistenza che la superficie della piastrella oppone all’usura determinata dal contatto con i vari materiali quali le suole delle calzature in una abitazione o in un ufficio ma anche mobili, sedie, carrelli ed altri veicoli e perfino le stesse attività di pulizia con strofinacci, scope, detersivi in polvere. Gli effetti della abrasione possono essere di due tipi: Va sottolineato il fatto che, aldilà degli effetti estetici immediati, la perdita di materiale causata della abrasione ha come conseguenza un certo indebolimento strutturale della superficie e la comparsa di porosità e piccole fessure che espongono la piastrella allo sporco e all’umidità.
La misura della resistenza alla abrasione viene fatta in laboratorio e per quanto concerne le piastrelle smaltate risulta in una loro assegnazione ad una classe di resistenza all’abrasione indicata dal valore crescente dell’indice PEI, da un minimo di 0 per le piastrelle meno resistenti ad un massimo di 5 per quello più resistenti.

Da ricordare: una piastrella in classe PEI 0 non è qualitativamente inferiore ad una in classe PEI V: semplicemente la loro destinazione d’uso sarà differente. Nel primo caso l’utilizzo della piastrella come pavimentazione è ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO, nel secondo caso queste piastrelle saranno ideali per un traffico pedonale intenso con sporco abrasivo. In particolare a secondo del PEI si consigliano i seguenti usi: PEI 0, si sconsiglia l’uso a pavimento PEI 1: aree soggette a basso calpestio, solo con scarpe a suola morbida o piedi nudi (ad es. bagni e camere da letto in edifici residenziali, senza accesso diretto dall’esterno) PEI 2: aree soggette a calpestio solo con scarpe pulite o poco sporche (ad es. stanze zona giorno di abitazioni private ad eccezione di cucine, ingressi ed altre stanze ad alto traffico o di immediato accesso dall’esterno) PEI 3: possibile un uso a pavimento in tutta la casa PEI 4: può essere utilizzata in tutti gli ambienti domestici e commerciali normali PEI 5: può essere utilizzata in tutti gli ambienti, compreso il commerciale pesante (centri commerciali, sale di aeroporti, ingressi di hotel etc.).
Per usi particolarmente intensi (ad es. ambienti con passaggio di carrelli o altri mezzi, garages etc) si consiglia di utilizzare piastrelle in gres porcellanato non smaltato.   La resistenza allo scivolamento è una caratteristica che coinvolge la sicurezza e la salute degli utilizzatori della pavimentazione, perché pavimenti scivolosi sono potenziali cause di infortuni anche gravi: è per questo motivo che tale caratteristica riveste un ruolo molto importante in sede di progettazione di edifici a destinazione pubblica (uffici, ristoranti…) o industriale.

I coefficienti di scivolosità indicati dal valore "R” classificano i prodotti secondo le esigenze specifiche delle destinazioni d'uso, indicate secondo un ordine crescente di pericolosità, con riferimento soprattutto agli ambienti industriali e commerciali.
I valori vanno da R9 per i materiali che hanno superato il primo livello del test fino a R13, indicati per particolari lavorazioni industriali.

In generale nella scelta di una piastrella per utilizzo residenziale si può considerare come criterio orientativo di utilizzare piastrelle che siano R9 per tutti i pavimenti interni e R10 o R11 per gli esterni.
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